Cava de’ Tirreni: morto don Gennaro Lo Schiavo, benedettino, apostolo mariano

Rita Occidente Lupo

52 anni di sacerdozio e sempre col sorriso sulle labbra, pronto a confortare, incoraggiare, guidare spiritualmente le centinaia di anime che accorrevano a lui, sapendolo uomo di autentica fede e di spiccata devozione mariana. Don Gennaro Lo Schiavo, esorcista, monaco benedettino e rettore del Santuario dell’Avvocatella di Cava de’ Tirreni e dell’Avvocata sopra Maiori, deceduto in nottata a causa di complicazioni cardiache dovute al Coronavirus. Un enorme vuoto non solo nella comunità metelliana, ma nel mondo associazionistico e negli ambienti ecclesiastici, giacchè nei lunghi anni di ministero, tantissimi i contatti con referenti di fede. Nel corso del tempo,  ingoiate anche calunnie, che come su ogni personaggio che tenta di spiccare il volo verso la Santità, non mancano!

Il Santuario dell’Avvocatella, assurto a fulcro della devozione di Fatima, tra le rocce a strapiombo e le tante leggende anche sull’eventuale presenza del Soprannaturale in tale oasi di pace, in preghiera mensilmente, nel ricordo delle apparizioni di Fatima, il 13 di ogni mese. Don Gennaro, a volte anche duro nel non avvallare il peccato, nel guidare nella sequela evangelica senza compromessi, tra ammirazione e bagni di spiritualità infervorando e creando volontari legati al servizio d’ordine al Santuario. In tanti da ogni parte d’Italia a ricevere da lui liberazione da malefici, ma a ricorrere solo disturbati da patologie neurologiche e non da infestazioni diaboliche. Diceva spesso che pochi gl’indemoniati veri e propri, ma che comunque ci sono! Stimato sacerdote illuminato, con carismi particolari, in lunga fila per potergli aprire il cuore da ogni parte, già nel primo pomeriggio o in Badia, dove la Domenica concelebrava l’Eucarestia. Grossa la sua mole, giacchè il peso negli anni aumentato, trasmetteva forza e soprattutto fede incrollabile nel Signore e nella Sua Mamma SS. Avvocata. Sempre vicino alla sofferenza, al Santuario era possibile ritirare anche dell’olio, che alimentava la lampada del SS. Ed i fedeli potevano anche portarlo ed offrirlo al Santuario con tale intenzione.

Ognuno, tornando dall’Avvocatella, giammai a mani vuote! Chi con taniche d’acqua, attinte alla fontanella sullo spiazzale, chi con pacchi di sale benedetto, da utilizzare negli angoli della propria dimora contro il maleficio. Dopo, naturalmente, la sua benedizione, al termine della S.Messa, ai piedi dell’altare che serba la storica pala della Madonna Avvocata. Anche neofiti, affacciandosi al Santuario, conquistati dalla sua semplicità: con sempre la chiave giusta, per giungere al cuore di ognuno! Senza indugiare in compromessi di sorta, senza permissivismi o assecondare il laicismo imperante. Sull’attuale momento secolare, spezzava a tutti la certezza che il Vangelo, intramontabile: “Passeranno i cieli e la terra, ma le mie parole non passeranno!”

Proprio per i suoi carismi, per gli esorcismi, da qualche scettico o malpensante, appellato di stregoneria! Per i tanti amuleti ed oggetti d’oro, lasciati da fedeli, perchè con fatture! Il fatto di dubitare dell’esistenza del diavolo, di credere che oggi sia da archiviare in un  amarcord medievale, offre al principe delle tenebre più che mai terreno fertile, per andare in giro a danneggiare. Don Gennaro lo ricordava sempre a tutti, per cui lascia una preziosa testimonianza di coerenza pastorale, proprio nel momento in cui anche la Chiesa sembra vacillare nella sua missione universale. Una testimonianza di carità al prossimo, nell’amore che Cristo ha insegnato fino alla Crocifissione, quanto non sarà oblìato! nel dolore d’aver perso una guida in terra, ma un angelo in più nel Cielo!