La Sant’ Anna giovane di Leonardo da Vinci

Prof. Antonio Adinolfi
Tra le raffigurazioni artistiche di Sant’ Anna rimane singolare quella del 1510–1513 conservata al Louvre di Parigi di Leonardo da Vinci. In questo dipinto la Madre della Madonna ( fig. 1 ) è con la Madonna e il Bambino Gesù che tiene per le orecchie un agnellino. Il dipinto è la rielaborazione di un cartone preparatorio dello stesso artista che è conservato alla National Gallery di Londra. Dov’è la singolarità ? E’ nel fatto che nel cartone ( fig. 2 ) e nel dipinto vediamo una Sant’ Anna giovane, che più che la madre sembra la sorella di sua figlia, la Vergine Maria. Il problema che si pone allora è scoprire che cosa ha spinto Leonardo a questa scelta. Fino agli inizi del secolo scorso si è pensato a questo fatto come a un vezzo dell’artista ma nel 1910 un saggio di Freud, il padre della psicanalisi, intitolato Un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci, accese una questione che non è ancora risolta e che non può risolversi a nostro parere perché non esiste una scuola psicanalitica unica. Freud scrisse tante cose sul dipinto ma qui ci limitiamo al fatto della raffigurazione di una sant’Anna come una giovane donna.
Per Freud S. Anna e la Madonna hanno più o meno la stessa età perché in esse Leonardo avrebbe voluto omaggiare le due madri che ebbe che avevano più o meno la stessa età. Sì, Leonardo ebbe due madri, una biologica ed una adottiva. L’artista infatti era figlio illegittimo di un uomo importante che non sposò la donna che rese madre ( la donna? era una ragazza di 16 anni ma nel Quattrocento era normale sposare una ragazza anche di 15-16 anni ). Allevato nei primi anni dalla madre naturale fu poi ripreso e adottato dal padre che nel frattempo aveva sposato una donna che volle bene a Leonardo pur essendo figlio non suo ma figlio naturale di suo marito. Leonardo ebbe sempre una venerazione per queste sue due madri e raffigurando giovani S. Anna e la Madonna nel cartone di Londra e nel dipinto del Louvre in queste due figure volle significarle e celebrarle. Contrario a questa interpretazione fu Jung, fino al 1913 collaboratore di Freud. Per lui le due donne erano la concretizzazione di una conoscenza del grande artista, conscia o inconscia, dell’archetipo della doppia madre o della rinascita. Per Jung tutti noi infatti nasciamo da una madre naturale ma rinasciamo da una madre non biologica ( per i cristiani è una madre spirituale, è la Madonna o la Chiesa ). Già nella mitologia greca è presente questo fatto. Chi riconosce nell’Odissea Ulisse dalla cicatrice che ha ? Chi lo aiuta ? la sua madre biologica, la moglie Penelope o invece la sua vecchia nutrice Euriclea che lo ama come se fosse suo figlio e lo protegge nonostante l’eroe si mostra all’inizio poco fiducioso in lei ? Gli esempi sono numerosi, ci fermiamo qui ( per altri si veda in internet ( http://www.nilalienum.it scritti di
Luigi Anepeta ) l’articolo << Il concetto di inconscio collettivo >> ).
Per Jung quindi dobbiamo pensare che la Madonna è la madre biologica di Gesù e S. Anna non sua nonna ma il simbolo della Madre della sua rinascita ? Mah, che dire. Una nota finale sembra a favore di Jung : è stato scritto che nel dipinto di Leonardo al Louvre il Bambino Gesù afferra per le orecchie un agnellino figura della sua immolazione come agnello, la Madonna sembra voler distoglierlo dal prendere quell’animale, Sant’ Anna invece sembra rimproverare la Madonna perché l’agnello che Gesù afferra è simbolo della morte di Gesù come un bambino normale e della sua rinascita come Redentore.