Prelevare energia da fusione

Prelevare energia da fusione
 Giulio Caso
Da poco si sono diffuse le grandi notizie americane del superamento del rapporto energia prodotta/energia immessa negli apparati sperimentali per la fusione nucleare.
Il valore superiore ad 1 indubbiamente produce entusiasmi e speranze.
Ci vorranno nuovi finanziamenti, stavolta, forse, vorrà partecipare pure l’Europa ed altri finanziatori internazionali.
Insomma il fatto è analogo alla riunione dei topi che si concluse con l’ottima idea di appendere un campanello al collo del gatto per potergli sfuggire meglio.
Per l’argomento in questione, apparentemente non c’è paragone: “Finalmente, con ulteriori notevoli finanziamenti, fra trent’anni, avremo energia infinita”.
Si, è così!, ma fra qualche anno in più, perché, una volta stabilizzata questa enorme, elevata energia, come prelevarla?
Parliamo di sostanze a milioni di gradi Celsius, a confinamento magnetico, non esiste ancora un metodo sicuro per prelevare energia da questo sole in miniatura. Grandi entusiasmi si!, ma… ci vorrà ancora tempo e studi.