La Voce e la Vita della Chiesa: ”Il tesoro nascosto nella Parola di Dio“

Diac. Francesco Giglio
Domenica 22 gennaio 2023, terza Domenica del Tempo Ordinario, è stata celebrata la Giornata della Parola di Dio, istituita da Papa Francesco il 30 settembre 2019 con il Motu proprio Aperuit illis (Aprì loro la mente per comprendere le Scritture – cfr. Lc 24,45). La lettera apostolica spiega che: “Dedicare in modo particolare una domenica dell’Anno liturgico alla Parola di Dio consente, anzitutto, di far rivivere alla Chiesa il gesto del Risorto che apre anche per noi il tesoro della sua Parola perché possiamo essere nel mondo annunciatori di questa inesauribile ricchezza”. Questa giornata vuole porre in risalto la presenza del Signore nella vita delle persone. Egli cammina realmente con noi ed è presente attraverso la sua Parola. Questa ricorrenza trae ispirazione dalla vicenda biblica dei Discepoli di Emmaus, in cammino, per ripercorrere con il Signore la Scrittura, lasciandosi ammaestrare e illuminare. Papa Francesco ha chiesto ai fedeli di rileggere le quattro costituzioni del Concilio Ecumenico Vaticano – “Sacrosanctum concilium”, “Lumen gentium” (Luce delle genti),” Dei Verbum” (Parola di Dio), “Gaudium et spes” (la gioia e la speranza) – ed in particolare la rilettura della Dei Verbum riguardante la “Divina Rivelazione e la Sacra Scrittura”. Una giornata “dedicata alla celebrazione, riflessione e divulgazione della Parola di Dio per far crescere nel popolo di Dio la religiosa e assidua familiarità con le Sacre Scritture“.
Proprio in questa domenica ho avuto la gioia di ascoltare una sana omelia sulla scelta dei primi discepoli e la profonda riflessione sulla disponibilità alla chiamata, con la conseguente accettazione della rinuncia ai personali disegni di vita stabiliti in precedenza. Quando poi il celebrante ha approfondito il significato della “Giornata della Parola di Dio”, ha esordito dicendo che avrebbe utilizzato un fatto realmente accaduto per far comprendere la vera finalità della giornata. Il racconto è questo: “Un giovane diciassettenne, con l’avvicinarsi della sua maggiore età, esprime al padre il desiderio di voler fare una grande festa alla quale avrebbe invitato i parenti e gli amici. Al padre in particolare chiede di avere in dono un’automobile tutta sua. Su questa richiesta il giovane tornò spesso ed il padre per accontentarlo gli disse che la festa ci sarebbe stata e che in quell’occasione avrebbe avuto in dono anche l’automobile. I giorni trascorsero in trepida attesa. Quando finalmente arrivò la data del compleanno, tutto era pronto per la festa. Il giovane trascorse la notte in attesa dell’indomani e il suo pensiero andò all’aspettato dono. Nella sua mente si rincorrevano le tante domande: Quale sarebbe stata la vettura scelta ; di quale marca, di quale colore, di quale cilindrata? La sospirata mattina finalmente arrivò e con il sorgere del sole tutto divenne luminoso e festoso. Cominciarono ad arrivare gli invitati e insieme a loro arrivarono anche i regali. Alla fine arrivò anche quello del papà, il quale abbracciando il figlio gli consegnò un cofanetto. Il giovane pensò:- Evviva! Sono arrivate le chiavi della macchina. Con apprensione aprì il cofanetto e, rimanendo di stucco, scoprì che esso conteneva la Bibbia di Gerusalemme. In quel momento tutto cambiò. La gioia si trasformò in amarezza e nel suo cuore crebbe la rabbia, l’ira e anche l’odio nei confronti di quel padre che aveva tradito le sue aspettative. La collera fu tale che furioso urlò al padre:- Non ti voglio più vedere! Ti avevo espresso un desiderio e tu mi promettesti che lo avresti esaudito il giorno del mio compleanno. Ma visto che non hai mantenuto la tua parola non ti riconosco più come padre! E, sbattendo la porta, se ne andò di casa. Dopo dieci anni, una mattina fu svegliato da una telefonata. Era la madre che gli annunciava la morte del papà. Il giovane si recò a casa del padre, anche se nel suo cuore era ancora aperta quella vecchia ferita. Non sentendosi a suo agio, si ritirò nella sua vecchia cameretta e sprofondò nella poltrona. Difronte a lui c’era la libreria ancora contenete i suoi libri di scuola e tra questi notò che c’era anche la Bibbia di Gerusalemme, avuta in dono dal padre il giorno del suo compleanno. Il vederla e il sentire la necessità di prenderla fu un’unica cosa. Corse alla libreria e prese in mano la Bibbia. Istintivamente l’aprì e da quel libro cadde un assegno ed un foglio sul quale il padre aveva scritto: questo denaro è per l’acquisto della tua vettura. Una lacrima scivolò sul foglio e in quel momento il giovane scoprì, che un padre mantiene sempre le sue promesse”. Qui finisce il racconto. Il celebrante ha concluso la sua omelia dicendo:- “Con quel libro il suo caro papà gli aveva consegnato non solo il regalo anelato, ma anche il libro della vita. Con la macchina si sarebbe sentito grande e con la Bibbia avrebbe trovato il vero senso della vita. Anche voi, cari fratelli e sorelle, ora che andate a casa guardate nella vostra libreria se vi è la Bibbia. Apritela, ma non sperate di trovare un assegno con tanti zeri, perché come ai discepoli di Emmaus anche a voi le Sacre scritture faranno capire che il “Padre che è nei cieli” ci ama come figli prediletti, ai quali assicura che alla fine troveranno, se veramente desiderato, il regalo tanto atteso”. – Di cuore mi auguro che anche a tutti noi la Bibbia possa aprire le menti, per meglio comprendere la Sacra Scrittura ed indicarci la retta via.