Verbi Swahili: KUJUA sapere

Padre Oliviero Ferro
“Padiri, mimi najua sababu gani uliacha Bulaya na ulifika hapa Baraka (padre, io so perché hai lasciato l’Europa e sei venuto qui a Baraka, in Congo)”. “Kweli (davvero), unifasirie, niko na hamu ya kujua (spiegami, ho voglia di sapere)” rispondo a un gruppetto di bambini che mi aveva fermato, mentre andavo a visitare qualche persona del villaggio. Il più grande di loro mi guarda negli occhi e mi dice: “Usimame, kaa chini. Nitaanza kusema (fermati, siediti. Comincerò a parlare).”. E così, molto seriamente, inizia il suo discorsetto. Non capivo tutto quello che diceva (ero arrivato da qualche mese), ma facendo un po’ di attenzione, cominciavo a riflettere sulle sue parole. “sei venuto perché, come tutti i padri, vuoi farci conoscere Gesù…hai sentito parlare di noi africani e ci vuoi aiutare…ti piace giocare a pallone, per questo hai cominciato a fare l’arbitro di calcio e abbiamo visto che te la cavi…vediamo che ti piace visitare il nostro villaggio..si ferma un po’, poi continua: “sei venuto anche a portarci un po’ di caramelle…”. A questo punto, mi fermo e dico:”Ecco dove volevi arrivare..” e tutti ci mettiamo a ridere. Poi dalla mia borsetta, come per incanto, spunta un pacchetto di bon bon (ormai avevo capito, infatti qualcuno ni aveva prevenuto, dicendomi che se vuoi farti amici i bambini, non dimenticarti mai di portare le caramelle con te…). Mentre le distribuisco e se le dividono da buoni fratelli, dicoi:”sasa mnapashwa kunisindikiza kwa kwenda kuangalia wagonjwa wa kijiji.Mnakubali? (adesso dovete farmi compagnia per andare a visitare i malati del paese)”. E il più piccolo, forse il più furbo “Ndiyo, padiri, lakini uongeze bon bon ingine (certo, padre, ma aggiungi un altro bon bon)”…