La fame e l’appetito

Giulio Caso
Spesso le due condizioni di fame o di appetito vengono confuse. Sono, infatti, sensazioni che, comunque, conducono alla ricerca di cibo per saturare gli stimoli emanati dal nostro corpo.
Oggi, almeno nei nostri Paesi, è raro trovare qualcuno che abbia spasmodicamente fame, ed è una condizione estrema a cui la società deve sopperire. L’appetito è un’altra cosa, può essere indotto anche con suggestione di massa.
A volte nuovi prodotti alimentari industriali vengono denominati “appetitosi” mentre sappiamo bene che passato il breve sapore, mentre li mangiamo, poi ci saranno difficoltà digestive.
Sono, ovviamente da preferire cibi naturali, di stagione, semplici.
La nuova cucina si orienta, invece, su associazioni elaboratissime di cui, poi, subiremo le conseguenze, come sopra indicato.
Allora, anche cercando di non arrivare a sentire fame, l’appetito va conservato, frequentemente, come un salutare compagno. Mantenendo l’appetito, già quando ci alziamo da tavola, ci fa sensibilizzare il sistema immunitario, con benessere del nostro corpo che, oltretutto, rimane anche agile.
Quindi il saluto di buon appetito dovrebbe essere l’augurio di mantenerlo l’appetito, non di satollarci con pantagrueliche libagioni.
Un aneddoto vero a Salerno, vari anni fa (il nome è di fantasia):
– Una persona entra in una piccola, ma ottima trattoria ove incontra un compagno di scuola un politico? , ma no!, forse, comunque di fama. Quest’ultimo, ancora col bavaglietto al collo e la forchetta posata temporaneamente, sul tavolo, lo saluta con energia dicendo: “Gigì!, si dice che l’appetito vien mangiando, ma devi credermi, sto mangiando da due ore e… “m’esse venuto nu poco d’appetito, macché!