Salerno: FIMMG, Medici di famiglia dipendenti, cambiamento rischioso per Sanità?

Salerno: FIMMG, Medici di famiglia dipendenti, cambiamento rischioso per Sanità?

Il futuro della Medicina di famiglia è al centro del dibattito: trasformare i Medici di Medicina Generale in dipendenti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) potrebbe rivoluzionare il sistema, ma quali sarebbero le conseguenze reali per i cittadini?
Ospedali sotto pressione
I Medici di Medicina Generale (MMG) rappresentano il primo punto di contatto tra i cittadini e il sistema sanitario, svolgendo un ruolo cruciale nel filtrare le richieste di assistenza ed evitando il sovraffollamento delle Strutture Ospedaliere. Senza il riferimento del Medico di famiglia, i pazienti potrebbero rivolgersi direttamente agli ospedali, con il rischio di intasare pronto soccorso e reparti specialistici, causando ritardi nelle cure.
Cure sempre meno accessibili?
Il Medico di famiglia oggi garantisce un accesso equo alle cure, indipendentemente dalla condizione economica o sociale del paziente. Ma cosa succederebbe in uno scenario senza la Medicina Generale? I cittadini potrebbero trovarsi ad affrontare tempi di attesa più lunghi per l’accesso alle cure e ciò contribuirebbe ad aumentare le diseguaglianze territoriali e sociali.

Un legame di fiducia a rischio
Il rapporto tra Medico e paziente è costruito sulla continuità e sulla fiducia reciproca, elementi chiave per un’assistenza efficace. Con il passaggio alla dipendenza, i Medici potrebbero diventare semplici erogatori di prestazioni, perdendo quel rapporto umano e personalizzato che oggi caratterizza la Medicina di famiglia.
La scomparsa delle cure di prossimità
Gli studi medici, diffusi capillarmente sul territorio, garantiscono oggi un accesso rapido e vicino alle cure. Se il sistema venisse centralizzato, i pazienti – specialmente gli anziani e le persone più fragili – potrebbero trovarsi in difficoltà nel raggiungere le Case di Comunità, con un ulteriore allontanamento dei servizi essenziali.

Prevenzione e cronicità: il rischio dell’abbandono
La Medicina di famiglia non è solo cura, ma anche prevenzione e gestione delle malattie croniche.
Con un modello più rigido e burocratizzato, si potrebbe perdere quell’approccio proattivo che oggi permette di intervenire precocemente su molte patologie, favorendo un’assistenza continua e personalizzata.
Le aree disagiate sempre più isolate
Nelle zone rurali e periferiche, la carenza di Medici è già un problema serio. Se il modello attuale venisse smantellato senza soluzioni adeguate, queste comunità potrebbero trovarsi ancora più isolate, con una drastica riduzione dell’accesso ai servizi sanitari.
Continuità assistenziale in pericolo
Un sistema con Medici di famiglia dipendenti potrebbe generare una frammentarietà nella gestione delle patologie croniche. I pazienti non avendo più un riferimento stabile nel tempo che garantisca il monitoraggio delle patologie croniche e la qualità dell’assistenza, potrebbero vedersi peggiorare condizioni quali diabete, ipertensione, patologie cardiovascolari.
Medicina burocratica o Medicina per il cittadino?

Oggi il Medico di famiglia è un professionista che segue i pazienti con attenzione e costanza. Se il ruolo venisse ingabbiato in un sistema amministrativo rigido, la professione rischierebbe di trasformarsi in un mero servizio burocratico, con meno tempo per l’ascolto e per la personalizzazione delle cure.

Conclusioni
Il passaggio dei Medici di famiglia alla dipendenza potrebbe cambiare radicalmente l’assistenza territoriale e rischierebbe di compromettere la vicinanza, la continuità e la qualità delle cure. Un cambiamento così importante va valutato con attenzione per evitare di perdere i punti di forza della Medicina di famiglia e garantire un Servizio Sanitario realmente efficace ed equo per tutti. Nonostante le difficoltà, il modello attuale rappresenta ancora oggi l’unico vero baluardo a tutela del diritto universale alle cure e rimane fortemente apprezzato dalla stragrande maggioranza dei cittadini.

Il Presidente Provinciale  Francesco Benevento

Il Segretario Provinciale Generale Giusto Elio