Bergoglio all’Avana all’insegna della Pace
di Rita Occidente Lupo
Basta all’odio ed alla violenza. Il messaggio forte ed incisivo del cardinale partenopeo Sepe, in occasione della liquefazione del sangue di San Gennaro, miracolo che chiama migliaia di fedeli e curiosi, politici e gente comune, a rivivere un segno tangibile di protezione del Patrono verso la città del Vesuvio. Quest’anno ancora più incisive le parole del porporato, alla luce dei costanti episodi criminosi, che imbrattano la cronaca. Purtroppo tale invito glissato dall’ennesimo crimine ad Acerra! Eppure la pace, vessillo che Papa Francesco ha issato nel suo viaggio a Cuba, sulle orme dei predecessori Wojtyla e Ratzinger, a preludio del viaggio negli Usa. Ad accogliere il Pontefice della Misericordia, folle estasiate, strette in religioso silenzio anche per la partecipazione al sacramento della Comunione, amministrato eccezionalmente da Bergoglio. Mai come in questo momento, che vede ondate migratorie, in fuga da guerre e soprusi, incontrando talvolta, sulle carrette del mare, la morte alla quale tentano di sottrarsi, urge lavorare sui singoli, costruire quelle intese non solo al tavolo delle trattative diplomatiche, ma della convinzione che i diritti umani vadano tutelati sotto ogni bandiera. Così il Papa argentino, che ha incontrato anche Fidel Castro per circa un’ora, ha voluto particolarmente un anno giubilare straordinario, per lanciare un forte segnale di perdono, anche verso quelle realtà peccaminose tenute fino a ieri in disparte dalla comunità dei credenti, ancora una volta non cessa di centrare il cuore del mondo, giungendo anche nella comunista Cuba, col suo gesuitico tratto di profonda umiltà, in un fare alla portata di tutti. Perchè lui, è il Pontefice di tutti: il Capo di una Chiesa che offre ricovero a quanti con cuore sincero intendono ripiegare sotto l’ala della misericordia divina, al di là di ceti sociali e di fedi, di lingue e di razze, di debolezze e di virtù. Bergoglio mira al dialogo col cuore di ogni uomo, anche peccatore, nella convinzione che il perdono sia per tutti, in quanto solo Dio interprete dell’agire umano. Di qui il Suo “Chi sono io per giudicare?”